lunedì 21 novembre 2011

11 settembre 2008


Prima di diventare intollerante ai minori, davo una mano alla mia amica Cinzia nei momenti in cui aveva bisogno di lasciarmi sua figlia.
La piccola Silvia è stata l’unica bambina, a parte i nipoti, che ho visto nascere e crescere da vicino.
L’andavo a prendere alla scuola materna, la portavo a casa per il pranzo e poi giocavamo.
Lei ogni tanto si sbagliava e mi chiamava mamma.
Io facevo finta di niente, lei si correggeva ma dopo pochi minuti commetteva ancora quell’errore.
Non so dire esattamente come mi sentissi.
Ero commossa pensando che fosse molto tenera e che si sbagliasse perché in fondo io e la sua mamma siamo molto simili.
Il fatto che lei mi chiamasse in quel modo significava che ero all’altezza del suo modello di riferimento e quindi mi sentivo orgogliosa e felice.
Tuttavia era una felicità amara poiché non potevo andare incontro a quel richiamo veramente.
Il suono di quel mamma strideva dentro di me incidendo con la lama a più riprese.

Non l’ho mai detto a Cinzia.
Forse volevo tenermelo per me quel mamma, nonostante tutto.

Oggi sono inciampata in queste foto.
L’unica volta in cui io e Daniele l’abbiamo portata al mare, da soli.
La gente che passava si fermava rivolgendo qualche parola alla bimba, a noi.. pensando che fossimo i suoi genitori.
In uno di questi incontri, un signore disse a Silvia quanto fosse bravo il suo papà.
Nessuno di noi tre disse niente, era come se nessuno volesse  intaccare la magia di quel momento.

Poi è arrivato il buio.
Il rifiuto verso tutto ciò che scaldava il cuore.
Non ho più voluto prendere in consegna Silvia e perfino le serate a casa della mia amica cominciavano a pesarmi.

Quando credi che non potrai avere figli.. vorresti vivere lontano da tutto ciò che te lo ricorda.
Pensi tra te: ”va bene..accetto questa condizione ma allora niente serate in cui i capricci dei bambini rendono impossibile anche la più semplice conversazione.”
Ti convinci che hai il diritto di divertirti col tuo uomo, liberandoti dal fardello vuoto.

Io non gliel’ho mai detto a Cinzia quanto sia stata paziente e comprensiva nei miei confronti.
Mi limitavo a dirle scherzosamente che fosse meglio starmi lontana.
Che fossi un orso senza filtro.
Ma lei mi ha sempre chiamato per sapere come stessi o per rinnovare gli inviti a cena, puntualmente da me declinati.

Se non è amicizia questa….

7 commenti:

Babi ha detto...

che dolce Silvia e che carina la tua amica. Ora questo momento lo sto vivendo io, ora che so che senza aiuto non posso avere figli anche io ho bisogno di stare sola, tutti i nostri amici hanno dei figli piccoli che mi adorano e io non voglio vedere nessuno...quindi capisco ogni sentimento di questo post, al contrario tuo una volta io ho detto alla figlia di una mia amica "vieni da mamma" e mi sono vergognata come una ladra...

alessia ha detto...

beh può succedere di lasciarsi andare ogni tanto... Io ero un po' più sulla difensiva ma anche così non è positivo perché poi si rischia di diventare anaffettivi..

Chiara ha detto...

Un'amica preziosa davvero, tienila stretta. Io sto vivendo quei momenti, e mi accorgo che sto facendo il deserto intorno a me, a noi. E mi manca un'amica del genere, che continui a rinnovare gli inviti. Ma d'altronde sapevo di non avere un'amica del genere anche prima di tutto questo. Solo facevo finta di no...

alessia ha detto...

Se le persone non sono in grado di capire che è una situazione delicata... beh meglio il deserto allora!
Anch'io ne ho persa una in questo modo.
Tuttavia nn è detto che finisca con la tua amica.. insomma non so quanto tu ti sia confidata con lei rispetto a quello che ti sta accadendo. A volte la gente nn si accorge nemmeno che soffriamo

Jenisha volare liberi ha detto...

Birbante se ti predno ti tiro il collo anzi vi tirerei il collo, ma siccome in fondo in fondo vi voglio bene.e vi leggo...per stavolta vi salvate per un pelo:-)Sei una finta timida si dice da noi.
La stessa storia tua , quasi simile mi cpaito un dodici anni fa... la bima di chiamava J.
, solo che la madre era una ragazza madre e viveva in un ambiente abbastanza violento,dove tutti gli urlavano e non era la bambina desiderata e cosi si presento alal mia porta una scugnizza di tre anni, sola , mi disse " ho fame", da allora la amdre la lasciava sempre da me anzi stava sempre da me, sono stata io aleggergi le favole ad insegnargli a combattere,a insegnargli gli scacchi, a regalargli vestiti bellisismi, in fine tutti pensavano che era nostra figlia, perche' stava piu' con noi( mio marito di allora) che la sua famiglia, ma sua mi ricatatva ormai per questo affetto morboso che la bimba mi chiamva mamma, economicamente metteva in mezzo J per avere aiuti economici, un giorno trovo un brigante di uomo nulla facente ela bimba la chiuse senza dirmi nulla in un istituto...le ultime parole furono la zia non dimentichera mai, due mesi dopo parti per tanti motivi..e decisi di non affezionarmi piu' a nessun bambino/a. Tua mamma E' molto simile a te.Bacino a little Fish!

alessia ha detto...

ahah finta timida!
Chi mi conosce lo sa che uso il Silk Epil sulla lingua... :D

Jenisha volare liberi ha detto...

ahhahah:-)batterie scariche mai:-)Notte Alessia.